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corso di configurazione
Come si mette in piedi
6 passi, nell'ordine in cui vanno affrontati. Per ognuno: cosa preparare prima, cosa decidere, come capire che è finito e gli errori che si pagano dopo.
Cosa tenere sottomano
- Indirizzo esatto e orari definitivi
- Cinque o sei foto decenti dell’attività
- Un numero di telefono che risponde davvero
- Il dominio, o il nome che vuoi registrare
- Se il sito esiste già: accesso al pannello dove il dominio è registrato oggi
- Testi e immagini delle pagine principali
- Due o tre testi tuoi che ti piacciono
- Le cose che dici sempre ai clienti
- Le parole che nel tuo settore vanno evitate
- Il copione scritto per essere ascoltato, non letto
- Una voce di riferimento che ti piace
- Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
- I contatti che hai già, con il consenso raccolto
- Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi
- Partita IVA e dati aziendali
- IBAN del conto su cui accreditare
- Documento d’identità per la verifica
Un avvertimento su cosa questo corso non fa: non descrive i clic dentro i pannelli dei fornitori. Le interfacce cambiano ogni pochi mesi e non abbiamo usato di persona tutti i servizi del catalogo — scrivere "apri Impostazioni e poi Dominio" sarebbe inventare, che è esattamente ciò che non facciamo sui prezzi. Per il clic-per-clic c'è la documentazione ufficiale di ogni fornitore, raggiungibile dalla sua scheda. Qui trovi la parte che quella documentazione non ti dà: l'ordine, le decisioni e le verifiche.
La presenza su Google
La presenza online
Comparire su Maps e nelle ricerche "vicino a me" con orari, foto e recensioni.
tempo: mezz’ora, più i giorni della verifica
Ti serve prima
- Indirizzo esatto e orari definitivi
- Cinque o sei foto decenti dell’attività
- Un numero di telefono che risponde davvero
I passi
- Rivendica la scheda se esiste già: quasi tutte le attività ne hanno una creata da altri, e crearne una seconda spacca le recensioni in due.
- Scegli la categoria principale con cura: è il criterio che decide per quali ricerche comparirai, e cambiarla dopo fa perdere posizioni.
- Completa orari, servizi e descrizione, poi carica le foto — profilo, interno, esterno, lavori.
- Avvia la verifica (per posta, telefono o video secondo quanto ti propone) e aspetta: fino ad allora la scheda è visibile a metà.
È fatto quando: Cerchi la tua attività dal telefono di qualcun altro e la scheda compare completa, con orari e indicazioni stradali.
Dove si sbaglia
- Creare una scheda nuova quando ne esiste già una da rivendicare
- Categoria generica ("negozio") al posto di quella specifica
- Orari sbagliati nei giorni di festa: è il motivo più comune delle recensioni negative
Il sito
Il sito
Un sito raggiungibile dal tuo dominio, con il certificato attivo e le email che funzionano.
tempo: un pomeriggio, più fino a 24 ore per la propagazione del dominio
Ti serve prima
- Il dominio, o il nome che vuoi registrare
- Se il sito esiste già: accesso al pannello dove il dominio è registrato oggi
- Testi e immagini delle pagine principali
I passi
- Attiva il piano e registra o collega il dominio. Se il dominio è altrove si punta cambiando i DNS: è il passaggio che richiede attesa, quindi fallo per primo.
- Verifica che il certificato HTTPS sia attivo prima di pubblicare qualunque cosa.
- Installa il sito (WordPress o il costruttore del fornitore) e imposta la struttura degli indirizzi delle pagine: cambiarla dopo, quando Google le ha già indicizzate, costa posizioni.
- Configura le email del dominio e mandane una di prova a te stesso, da un indirizzo esterno e verso un indirizzo esterno.
- Attiva i backup automatici e controlla che il primo sia stato eseguito davvero.
È fatto quando: Il dominio apre il sito con il lucchetto, un’email inviata all’indirizzo del dominio arriva, e nel pannello c’è almeno un backup datato.
Dove si sbaglia
- Pubblicare prima che i DNS siano propagati e concludere che "non funziona"
- Dimenticare il record SPF: le email partono e finiscono nello spam
- Cambiare la struttura degli indirizzi a sito già indicizzato
Le descrizioni in più lingue
I contenuti
Un assistente che scrive nel tuo modo, non nel suo.
tempo: un’ora per impostarlo, poi si usa
Ti serve prima
- Due o tre testi tuoi che ti piacciono
- Le cose che dici sempre ai clienti
- Le parole che nel tuo settore vanno evitate
I passi
- Comincia dal piano gratuito e portagli un lavoro vero, non una prova generica: è l’unico modo di capire se ti serve.
- Dagli il contesto una volta sola e riusalo: chi sei, a chi parli, che tono usi, cosa non deve mai scrivere.
- Fatti aiutare sulla prima stesura e sulle riscritture, non sull’ultima parola: quella resta tua, ed è ciò che distingue il tuo testo da quello di chiunque altro.
- Verifica ogni numero, data e nome proprio prima di pubblicare.
È fatto quando: Un testo prodotto insieme passa il tuo controllo senza che tu debba riscriverlo da capo.
Dove si sbaglia
- Pubblicare senza rileggere
- Ripartire da zero ogni volta invece di riusare il contesto
- Fidarsi dei dati inventati: succede, e la firma è la tua
Il video e le foto della struttura
La voce
Una voce narrante che si ascolta senza accorgersi che è generata.
tempo: un’ora
Ti serve prima
- Il copione scritto per essere ascoltato, non letto
- Una voce di riferimento che ti piace
I passi
- Riscrivi il testo per l’orecchio: frasi corte, niente incisi lunghi. È il passo che cambia il risultato più di qualunque impostazione.
- Prova due o tre voci sullo stesso paragrafo e scegli, invece di accettare la prima.
- Usa la punteggiatura per governare le pause: è il modo più semplice di dare ritmo.
- Ascolta il risultato in cuffia e poi dall’altoparlante del telefono, che è come lo sentirà la maggior parte delle persone.
È fatto quando: Un minuto di parlato che ascolti fino in fondo senza fastidio.
Dove si sbaglia
- Dare in pasto un testo scritto per essere letto
- Nessuna pausa, ritmo piatto
- Cambiare voce da un video all’altro
Le email agli ospiti
Le email
Una lista tua, con il primo invio arrivato in casella e non nello spam.
tempo: mezza giornata, più i giorni della verifica del dominio
Ti serve prima
- Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
- I contatti che hai già, con il consenso raccolto
- Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi
I passi
- Verifica il dominio inserendo i record che il servizio ti indica (SPF, DKIM): senza, le tue email finiscono nello spam e nessun contenuto ti salva.
- Importa solo i contatti che hanno dato il consenso. Comprare o rastrellare indirizzi rovina la reputazione del dominio, che poi vale anche per le email di lavoro.
- Metti il modulo di iscrizione dove le persone arrivano davvero, e di’ chiaramente cosa riceveranno.
- Attiva il doppio consenso: meno iscritti, molto meno spam.
- Manda la prima email a te stesso e a due colleghi con provider diversi, e guarda in che cartella arriva.
È fatto quando: Un invio di prova arriva in posta in arrivo su Gmail e su un altro provider.
Dove si sbaglia
- Inviare prima di aver verificato il dominio
- Importare liste non consensuali
- Il primo invio dopo mesi di silenzio a una lista vecchia: è la ricetta perfetta per lo spam
Le caparre e gli incassi
Gli incassi online
Un pagamento vero incassato e arrivato sul conto.
tempo: un’ora, più i giorni della verifica dell’identità
Ti serve prima
- Partita IVA e dati aziendali
- IBAN del conto su cui accreditare
- Documento d’identità per la verifica
I passi
- Apri l’account e completa subito la verifica dell’identità: finché non è approvata gli incassi restano bloccati, e non lo scopri nel momento buono.
- Collega l’IBAN e imposta ogni quanto vuoi l’accredito.
- Collega il metodo al sito o genera il link di pagamento, secondo come vendi.
- Fai un pagamento di prova con una carta tua, verifica che l’importo arrivi al netto della commissione, poi rimborsalo.
- Leggi la pagina delle commissioni una volta sola ma bene: cambiano fra carte europee, extra-UE e metodi diversi.
È fatto quando: Un pagamento di prova è stato incassato, accreditato e rimborsato senza intoppi.
Dove si sbaglia
- Rimandare la verifica dell’identità e restare bloccati al primo ordine vero
- Non sapere quanto si paga sulle carte straniere
- Nessuna prova di rimborso: si impara a farlo col cliente arrabbiato
Il conto e il passo dopo
Quando i 6 passi sono chiusi, lo stack è in piedi. I prezzi di ogni pezzo, con la data in cui li abbiamo verificati alla fonte, stanno sulla pagina dello stack; se vuoi cambiare un pezzo e vedere come si muove il totale, il posto è il configuratore. E se stai ancora decidendo quale stack fa per te, il wizard lo compone in cinque domande.