# Verdetto rapido
Stripe è lo standard per incassare online: nessun canone, nessun costo di attivazione, si paga solo quando arriva un pagamento — 1,5% + €0,25 per le carte europee, 3,25% + €0,25 per quelle internazionali (verificato alla data in testa sul listino italiano). Copre carte, SEPA, abbonamenti ricorrenti e fatture, con la documentazione tecnica migliore della categoria. I due punti da pesare: la quota fissa di 0,25€ pesa sui piccoli importi, e la configurazione chiede più mani tecniche di un semplice pulsante.
# Punteggi
# Pro e contro
// pro
- Nessun costo fisso: paghi solo quando incassi
- Documentazione e integrazioni fra le migliori del settore
- Copre carte, SEPA, abbonamenti ricorrenti e fatture
// contro
- Le commissioni pesano sui piccoli importi (0,25€ fissi per transazione)
- Configurazione più tecnica di un semplice pulsante di pagamento
- Le carte extra-UE costano più del doppio di quelle europee
# Approfondimento
Uno stack che vende qualcosa ha un pezzo che non può mancare: il modo in cui i soldi arrivano. Stripe è la risposta predefinita da anni, e la ragione è tutta in una frase del suo listino — nessun costo fisso, si paga a incasso.
Il prezzo che non c’è finché non vendi
Per chi comincia questo cambia il calcolo: non esiste un canone che corre mentre cerchi i primi clienti. Le commissioni verificate sul listino italiano sono 1,5% + €0,25 sulle carte europee e 3,25% + €0,25 sulle internazionali — con un 2% aggiuntivo quando serve convertire valuta, dettaglio che chi vende fuori dall’euro deve mettere in conto.
Il rovescio di quella quota fissa è aritmetico: su un incasso da 5 euro pesa il 5%, su uno da 100 lo 0,25%. Se il tuo prodotto costa poco e vendi molti pezzi piccoli, quel numero va guardato prima di scegliere. L’altro elemento da valutare è tecnico: i link di pagamento si usano copiando un URL, ma tutto ciò che va oltre — abbonamenti dentro un’app, logiche di rimborso, portali clienti — è lavoro da sviluppatore.
La collocazione nel catalogo
In Italia c’è un equivoco che vale chiarire: Stripe incassa, non fattura. La fattura elettronica verso il Sistema di Interscambio la emette un software dedicato come Fatture in Cloud, e i due si integrano invece di sostituirsi. Se ti serve anche il conto su cui far arrivare i soldi, Qonto chiude il terzetto. Lo stack per lanciare un prodotto digitale mette insieme i pezzi con i costi affiancati.
# Piani e prezzi
A consumo
- Nessun canone né costo di attivazione
- 1,5% + €0,25 per carte europee
- 3,25% + €0,25 per carte internazionali
Prezzi verificati il 26 luglio 2026, IVA esclusa salvo diversa indicazione.
# Per chi è (e per chi no)
▸ scegli stripe se
Vendi online — prodotti, servizi o abbonamenti — e vuoi incassare senza canoni mensili.
▸ guarda altrove se
Ti servono solo due o tre incassi l'anno: le commissioni fisse per transazione rendono la strada bancaria più conveniente.
# Alternative a Stripe
# FAQ
Quanto costa davvero Stripe?
Nulla di fisso: nessun canone mensile né costo di attivazione. Su ogni incasso trattiene 1,5% + €0,25 per carte europee e 3,25% + €0,25 per le internazionali, più un 2% se serve conversione valuta. Su un incasso da 10€ da carta italiana sono circa 40 centesimi; su uno da 5€ l'incidenza percentuale raddoppia.
Serve un sito o si può usare da solo?
Si può usare senza sviluppare nulla: link di pagamento, fatture e pagine di checkout ospitate da Stripe funzionano copiando un URL. Le integrazioni profonde (abbonamenti dentro la tua app) sono quelle che richiedono lavoro tecnico.
Stripe sostituisce la fatturazione?
No, ed è un equivoco comune in Italia: Stripe incassa, ma la fattura elettronica verso il Sistema di Interscambio la emette un software di fatturazione. Sono due pezzi diversi dello stesso stack.
Questa recensione si basa su un test diretto?
No: analisi documentale sul listino ufficiale italiano, verificato alla data in testa. Metodo dichiarato, come da metodologia.