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corso di configurazione
Come si mette in piedi
5 passi, nell'ordine in cui vanno affrontati. Per ognuno: cosa preparare prima, cosa decidere, come capire che è finito e gli errori che si pagano dopo.
Cosa tenere sottomano
- La prima puntata già registrata e montata
- Copertina quadrata (almeno 1400×1400)
- Titolo, descrizione e categoria del programma
- Tutto il materiale in una cartella sola
- La musica e la voce già pronte
- Sapere dove pubblicherai: il formato cambia
- Il copione scritto per essere ascoltato, non letto
- Una voce di riferimento che ti piace
- Elenco prodotti con prezzi, varianti e peso
- Foto dei prodotti
- Partita IVA e dati fiscali
- Le condizioni di spedizione e reso che vuoi applicare
- Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
- I contatti che hai già, con il consenso raccolto
- Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi
Un avvertimento su cosa questo corso non fa: non descrive i clic dentro i pannelli dei fornitori. Le interfacce cambiano ogni pochi mesi e non abbiamo usato di persona tutti i servizi del catalogo — scrivere "apri Impostazioni e poi Dominio" sarebbe inventare, che è esattamente ciò che non facciamo sui prezzi. Per il clic-per-clic c'è la documentazione ufficiale di ogni fornitore, raggiungibile dalla sua scheda. Qui trovi la parte che quella documentazione non ti dà: l'ordine, le decisioni e le verifiche.
L'hosting del podcast
Il podcast
Il feed attivo e la prima puntata pubblicata su Spotify e Apple.
tempo: due ore, più qualche giorno di attesa per le approvazioni
Ti serve prima
- La prima puntata già registrata e montata
- Copertina quadrata (almeno 1400×1400)
- Titolo, descrizione e categoria del programma
I passi
- Crea il programma e carica la prima puntata: senza almeno una puntata, le piattaforme non accettano il feed.
- Invia il feed alle directory dal pannello del servizio, cominciando da Spotify e Apple. L’approvazione richiede giorni, non minuti.
- Controlla come compare la scheda del programma su ogni piattaforma: la copertina viene ritagliata in modi diversi.
- Pubblica le puntate successive con un ritmo che puoi mantenere, che vale più della frequenza.
È fatto quando: Cerchi il programma su Spotify e Apple e lo trovi, con copertina e descrizione giuste.
Dove si sbaglia
- Aspettare di avere dieci puntate per inviare il feed
- Cambiare servizio di hosting senza reindirizzare il feed: si perdono tutti gli iscritti
- Copertina con testo piccolo, illeggibile nel formato in cui viene mostrata
Il montaggio
Il montaggio
Un video finito, esportato nel formato giusto per dove va.
tempo: la prima volta un giorno, poi molto meno
Ti serve prima
- Tutto il materiale in una cartella sola
- La musica e la voce già pronte
- Sapere dove pubblicherai: il formato cambia
I passi
- Organizza il materiale prima di aprire il programma: metà del tempo di montaggio se ne va a cercare file.
- Monta prima il parlato e la struttura, poi aggiungi musica ed effetti. L’ordine inverso porta a rifare tutto.
- Sistema l’audio: un video con immagine mediocre e audio buono si guarda, il contrario no.
- Esporta nel formato della piattaforma di destinazione — verticale per i social, orizzontale per YouTube — e guardalo dal telefono prima di pubblicare.
È fatto quando: Il video esportato si guarda dall’inizio alla fine dal telefono, con l’audio a volume costante.
Dove si sbaglia
- Aggiungere la musica prima di aver chiuso la struttura
- Trascurare l’audio
- Un solo formato per tutte le piattaforme
La voce
La voce
Una voce narrante che si ascolta senza accorgersi che è generata.
tempo: un’ora
Ti serve prima
- Il copione scritto per essere ascoltato, non letto
- Una voce di riferimento che ti piace
I passi
- Riscrivi il testo per l’orecchio: frasi corte, niente incisi lunghi. È il passo che cambia il risultato più di qualunque impostazione.
- Prova due o tre voci sullo stesso paragrafo e scegli, invece di accettare la prima.
- Usa la punteggiatura per governare le pause: è il modo più semplice di dare ritmo.
- Ascolta il risultato in cuffia e poi dall’altoparlante del telefono, che è come lo sentirà la maggior parte delle persone.
È fatto quando: Un minuto di parlato che ascolti fino in fondo senza fastidio.
Dove si sbaglia
- Dare in pasto un testo scritto per essere letto
- Nessuna pausa, ritmo piatto
- Cambiare voce da un video all’altro
Il sito delle puntate
Il negozio online
Un catalogo pubblicato, con spedizioni, tasse e un ordine di prova andato a buon fine.
tempo: due o tre giorni di lavoro vero
Ti serve prima
- Elenco prodotti con prezzi, varianti e peso
- Foto dei prodotti
- Partita IVA e dati fiscali
- Le condizioni di spedizione e reso che vuoi applicare
I passi
- Carica prima cinque prodotti veri, non tutti: servono a impostare varianti, tasse e spedizioni su casi reali.
- Configura le aliquote IVA e le zone di spedizione. È la parte noiosa ed è quella che, se sbagliata, ti fa perdere soldi su ogni ordine.
- Collega il metodo di incasso e fai un ordine di prova pagando davvero, con una carta tua, poi rimborsalo.
- Scrivi le pagine obbligatorie: condizioni di vendita, resi, privacy. Non sono un adempimento formale, sono ciò che chiede la legge e ciò che rassicura chi compra.
- Solo a questo punto carica il resto del catalogo.
È fatto quando: Hai completato un ordine di prova dall’inizio alla fine — pagamento incassato, email di conferma ricevuta, rimborso eseguito.
Dove si sbaglia
- Caricare 300 prodotti prima di aver verificato tasse e spedizioni
- Spedizione a prezzo fisso su prodotti di peso molto diverso
- Aprire senza le pagine legali
La newsletter
Le email
Una lista tua, con il primo invio arrivato in casella e non nello spam.
tempo: mezza giornata, più i giorni della verifica del dominio
Ti serve prima
- Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
- I contatti che hai già, con il consenso raccolto
- Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi
I passi
- Verifica il dominio inserendo i record che il servizio ti indica (SPF, DKIM): senza, le tue email finiscono nello spam e nessun contenuto ti salva.
- Importa solo i contatti che hanno dato il consenso. Comprare o rastrellare indirizzi rovina la reputazione del dominio, che poi vale anche per le email di lavoro.
- Metti il modulo di iscrizione dove le persone arrivano davvero, e di’ chiaramente cosa riceveranno.
- Attiva il doppio consenso: meno iscritti, molto meno spam.
- Manda la prima email a te stesso e a due colleghi con provider diversi, e guarda in che cartella arriva.
È fatto quando: Un invio di prova arriva in posta in arrivo su Gmail e su un altro provider.
Dove si sbaglia
- Inviare prima di aver verificato il dominio
- Importare liste non consensuali
- Il primo invio dopo mesi di silenzio a una lista vecchia: è la ricetta perfetta per lo spam
Il conto e il passo dopo
Quando i 5 passi sono chiusi, lo stack è in piedi. I prezzi di ogni pezzo, con la data in cui li abbiamo verificati alla fonte, stanno sulla pagina dello stack; se vuoi cambiare un pezzo e vedere come si muove il totale, il posto è il configuratore. E se stai ancora decidendo quale stack fa per te, il wizard lo compone in cinque domande.