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corso di configurazione

Come si mette in piedi

5 passi, nell'ordine in cui vanno affrontati. Per ognuno: cosa preparare prima, cosa decidere, come capire che è finito e gli errori che si pagano dopo.

prima di cominciare

Cosa tenere sottomano

5 passi
  • Il dominio, o il nome che vuoi registrare
  • Se il sito esiste già: accesso al pannello dove il dominio è registrato oggi
  • Testi e immagini delle pagine principali
  • Due o tre testi tuoi che ti piacciono
  • Le cose che dici sempre ai clienti
  • Le parole che nel tuo settore vanno evitate
  • Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
  • I contatti che hai già, con il consenso raccolto
  • Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi
  • Dati aziendali completi e regime fiscale
  • Codice destinatario o PEC
  • Le credenziali dell’Agenzia delle Entrate, se deleghi la conservazione
  • Un elenco delle cose che rifai identiche ogni settimana
  • Gli accessi ai due strumenti da collegare

Un avvertimento su cosa questo corso non fa: non descrive i clic dentro i pannelli dei fornitori. Le interfacce cambiano ogni pochi mesi e non abbiamo usato di persona tutti i servizi del catalogo — scrivere "apri Impostazioni e poi Dominio" sarebbe inventare, che è esattamente ciò che non facciamo sui prezzi. Per il clic-per-clic c'è la documentazione ufficiale di ogni fornitore, raggiungibile dalla sua scheda. Qui trovi la parte che quella documentazione non ti dà: l'ordine, le decisioni e le verifiche.

01

Il sito

Il sito

Un sito raggiungibile dal tuo dominio, con il certificato attivo e le email che funzionano.

tempo: un pomeriggio, più fino a 24 ore per la propagazione del dominio

Ti serve prima

  • Il dominio, o il nome che vuoi registrare
  • Se il sito esiste già: accesso al pannello dove il dominio è registrato oggi
  • Testi e immagini delle pagine principali

I passi

  1. Attiva il piano e registra o collega il dominio. Se il dominio è altrove si punta cambiando i DNS: è il passaggio che richiede attesa, quindi fallo per primo.
  2. Verifica che il certificato HTTPS sia attivo prima di pubblicare qualunque cosa.
  3. Installa il sito (WordPress o il costruttore del fornitore) e imposta la struttura degli indirizzi delle pagine: cambiarla dopo, quando Google le ha già indicizzate, costa posizioni.
  4. Configura le email del dominio e mandane una di prova a te stesso, da un indirizzo esterno e verso un indirizzo esterno.
  5. Attiva i backup automatici e controlla che il primo sia stato eseguito davvero.

È fatto quando: Il dominio apre il sito con il lucchetto, un’email inviata all’indirizzo del dominio arriva, e nel pannello c’è almeno un backup datato.

Dove si sbaglia

  • Pubblicare prima che i DNS siano propagati e concludere che "non funziona"
  • Dimenticare il record SPF: le email partono e finiscono nello spam
  • Cambiare la struttura degli indirizzi a sito già indicizzato
02

Le proposte e i testi

I contenuti

Un assistente che scrive nel tuo modo, non nel suo.

tempo: un’ora per impostarlo, poi si usa

Ti serve prima

  • Due o tre testi tuoi che ti piacciono
  • Le cose che dici sempre ai clienti
  • Le parole che nel tuo settore vanno evitate

I passi

  1. Comincia dal piano gratuito e portagli un lavoro vero, non una prova generica: è l’unico modo di capire se ti serve.
  2. Dagli il contesto una volta sola e riusalo: chi sei, a chi parli, che tono usi, cosa non deve mai scrivere.
  3. Fatti aiutare sulla prima stesura e sulle riscritture, non sull’ultima parola: quella resta tua, ed è ciò che distingue il tuo testo da quello di chiunque altro.
  4. Verifica ogni numero, data e nome proprio prima di pubblicare.

È fatto quando: Un testo prodotto insieme passa il tuo controllo senza che tu debba riscriverlo da capo.

Dove si sbaglia

  • Pubblicare senza rileggere
  • Ripartire da zero ogni volta invece di riusare il contesto
  • Fidarsi dei dati inventati: succede, e la firma è la tua
03

Le email ai clienti

Le email

Una lista tua, con il primo invio arrivato in casella e non nello spam.

tempo: mezza giornata, più i giorni della verifica del dominio

Ti serve prima

  • Il dominio e l’accesso ai suoi DNS
  • I contatti che hai già, con il consenso raccolto
  • Un motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi

I passi

  1. Verifica il dominio inserendo i record che il servizio ti indica (SPF, DKIM): senza, le tue email finiscono nello spam e nessun contenuto ti salva.
  2. Importa solo i contatti che hanno dato il consenso. Comprare o rastrellare indirizzi rovina la reputazione del dominio, che poi vale anche per le email di lavoro.
  3. Metti il modulo di iscrizione dove le persone arrivano davvero, e di’ chiaramente cosa riceveranno.
  4. Attiva il doppio consenso: meno iscritti, molto meno spam.
  5. Manda la prima email a te stesso e a due colleghi con provider diversi, e guarda in che cartella arriva.

È fatto quando: Un invio di prova arriva in posta in arrivo su Gmail e su un altro provider.

Dove si sbaglia

  • Inviare prima di aver verificato il dominio
  • Importare liste non consensuali
  • Il primo invio dopo mesi di silenzio a una lista vecchia: è la ricetta perfetta per lo spam
04

La fatturazione

La fatturazione

Fatture elettroniche che partono e arrivano davvero allo SDI.

tempo: un’ora, meglio con il commercialista al telefono

Ti serve prima

  • Dati aziendali completi e regime fiscale
  • Codice destinatario o PEC
  • Le credenziali dell’Agenzia delle Entrate, se deleghi la conservazione

I passi

  1. Chiedi al commercialista quale gestionale usa: lavorare sulla stessa piattaforma vale più di qualunque differenza di listino.
  2. Inserisci i dati aziendali e il regime fiscale — è ciò che determina aliquote e diciture obbligatorie.
  3. Configura la conservazione sostitutiva a norma: è un obbligo di legge, non un extra.
  4. Emetti una fattura di prova verso un cliente vero di piccolo importo e verifica che lo SDI la accetti.
  5. Imposta numerazione e scadenzario prima di cominciare l’anno, non a metà.

È fatto quando: Una fattura è stata accettata dallo SDI e risulta in conservazione.

Dove si sbaglia

  • Regime fiscale sbagliato: le fatture partono con aliquote errate
  • Conservazione non attivata
  • Numerazione cambiata a metà anno
05

L'automazione

L’automazione

Un passaggio manuale ripetitivo che smette di richiedere te.

tempo: due ore per la prima, molto meno per le successive

Ti serve prima

  • Un elenco delle cose che rifai identiche ogni settimana
  • Gli accessi ai due strumenti da collegare

I passi

  1. Scegli UN passaggio solo, il più noioso e il più frequente. La prima automazione serve a imparare, non a risolvere tutto.
  2. Collega i due strumenti e costruisci il flusso a mano, guardandolo funzionare su un caso vero.
  3. Aggiungi una notifica in caso di errore: un’automazione che si rompe in silenzio è peggio del lavoro manuale.
  4. Controlla il consumo di operazioni dopo la prima settimana: i piani si misurano così, e i conti si fanno lì.
  5. Solo quando la prima gira da sola, passa alla seconda.

È fatto quando: Il passaggio scelto avviene da solo per sette giorni, e tu non l’hai toccato.

Dove si sbaglia

  • Automatizzare cinque cose insieme al primo tentativo
  • Nessun avviso di errore
  • Sforare le operazioni incluse e non capire perché il piano non basta
quando hai finito

Il conto e il passo dopo

Quando i 5 passi sono chiusi, lo stack è in piedi. I prezzi di ogni pezzo, con la data in cui li abbiamo verificati alla fonte, stanno sulla pagina dello stack; se vuoi cambiare un pezzo e vedere come si muove il totale, il posto è il configuratore. E se stai ancora decidendo quale stack fa per te, il wizard lo compone in cinque domande.