# Confronto rapido
| Zapier | Make | |
|---|---|---|
| Da | $0,00/mese | $0,00/mese |
| Rating globale | 8.8 | 8.9 |
| Prestazioni | 8.7 | 8.9 |
| Prezzo | 7.4 | 8.4 |
| Facilità d’uso | 9.2 | 8.2 |
| Assistenza | 8.3 | 8.0 |
| Features | 9.4 | 9.3 |
# Approfondimento
È il derby dell’automazione no-code, e la buona notizia è che si sbaglia raramente: entrambi collegano le stesse app principali e fanno bene il lavoro. Ma il modo in cui ci arrivi — e quanto paghi quando i volumi crescono — è diverso.
Zapier vince sulla semplicità e sull’ampiezza: il catalogo di integrazioni è tra i più vasti del settore e l’automazione lineare (“quando succede questo, fai quello”) si costruisce in minuti, senza capire nulla di tecnico. Il suo tallone d’Achille è il costo a volume: quando i task mensili crescono, la fattura cresce più in fretta che altrove.
Make ha una curva d’ingresso più ripida — l’editor a canvas va capito — ma ripaga su due fronti: i workflow con più rami e condizioni si progettano e si leggono molto meglio, e il costo per operazione è sensibilmente più basso. È il classico strumento che sembra più difficile il primo giorno e più sensato dal decimo. Chi automatizza una cosa sola sceglie in base alla semplicità; chi sta costruendo un sistema di automazioni sceglie in base a dove sarà tra un anno.
# Il verdetto per te
▸ scegli Zapier se
Vuoi collegare le app che già usi (CRM, email, fogli di calcolo) senza scrivere codice e senza pensare all'infrastruttura.
▸ scegli Make se
Devi costruire automazioni con più rami e condizioni e vuoi vederle visivamente, senza pagare il premium di Zapier.