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Zapier vs Make

Zapier 8.8Make 8.9

# Confronto rapido

ZapierMake
Da$0,00/mese$0,00/mese
Rating globale8.88.9
Prestazioni8.78.9
Prezzo7.48.4
Facilità d’uso9.28.2
Assistenza8.38.0
Features9.49.3

# Approfondimento

È il derby dell’automazione no-code, e la buona notizia è che si sbaglia raramente: entrambi collegano le stesse app principali e fanno bene il lavoro. Ma il modo in cui ci arrivi — e quanto paghi quando i volumi crescono — è diverso.

Zapier vince sulla semplicità e sull’ampiezza: il catalogo di integrazioni è tra i più vasti del settore e l’automazione lineare (“quando succede questo, fai quello”) si costruisce in minuti, senza capire nulla di tecnico. Il suo tallone d’Achille è il costo a volume: quando i task mensili crescono, la fattura cresce più in fretta che altrove.

Make ha una curva d’ingresso più ripida — l’editor a canvas va capito — ma ripaga su due fronti: i workflow con più rami e condizioni si progettano e si leggono molto meglio, e il costo per operazione è sensibilmente più basso. È il classico strumento che sembra più difficile il primo giorno e più sensato dal decimo. Chi automatizza una cosa sola sceglie in base alla semplicità; chi sta costruendo un sistema di automazioni sceglie in base a dove sarà tra un anno.

# Il verdetto per te

▸ scegli Zapier se

Vuoi collegare le app che già usi (CRM, email, fogli di calcolo) senza scrivere codice e senza pensare all'infrastruttura.

▸ scegli Make se

Devi costruire automazioni con più rami e condizioni e vuoi vederle visivamente, senza pagare il premium di Zapier.

Trasparenza: questa recensione contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite essi riceviamo una commissione, senza costi aggiuntivi per te. Il punteggio deriva dalla nostra metodologia di test pubblica e non è influenzato dalle commissioni.
Luca Carini

Luca Carini — Fondatore

Imprenditore digitale bresciano. Dal 2019 gestisco un e-commerce e costruisco siti e automazioni: ogni servizio recensito passa prima dall'uso reale, mio e del mio team.

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